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Admin28 June 2010 18:09
Mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 20.30 - presso la Sede Municipale in via Roma, 18 - avrà luogo la Convocazione del Consiglio Comunale in seduta ordinaria di I^ convocazione per la trattazione del seguente ordine del giorno:
- Lettura ed approvazione verbali seduta precedente
- Comunicazioni del sindaco e degli assessori
- Variazione n. 2 al Bilancio di Previsione 2010
- Variazione n.2 al programma triennale delle opere pubbliche triennio 2010-2012 e all'elenco annuale 2010.
- Approvazione del regolamento comunale sul procedimento amministrativo.
- Nuovo metanodotto Flaibano-Istrana - Parere di competenza in ordine al progetto, ai sensi dell'art. 42 D.Lgs.267/2000.
- Mozione presentata dal gruppo consiliare "Nuova Mansuè": Garantire maggiore sicurezza sulle strade del Comune di Mansuè.
- Mozione presentata dal gruppo consiliare "Nuova Mansuè": Convenzione per il servizio associato della funzione di Istruttore Informatico.
003_20100611_Mozione_sicurezza.pdf (39,77 kb)
004_20100615_Mozione_Convenzione_CED.pdf (44,28 kb)
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nuovamansue28 May 2010 14:37
ODERZO - Domenica 30 maggio in Piazza Grande a Oderzo il neonato meetup Oderzo Grilla, che sostiene il Movimento 5 Stelle, ha organizzato un banchetto per la raccolta firme per i referendum per l'acqua pubblica.
Ecco i tre referendum.
1-FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA L'abolizione art. 23 L'abolizione art. 23 bis Legge 133/2008 contrasta l'accelerazione sulle privatizzazioni e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in Italia.
2-APRIRE LA STRADA ALLA RIPUBBLICAZIONE DELL'ACQUA L'abolizione art. 150 D.Lgs. 152/2006 non consente l'affidamento (con o senza gara) della gestione del servizio idrico a società di capitali, aprendo la strada al ritorno alla gestione pubblica dell'acqua.
3-ELIMINARE I PROFITTI SULL'ACQUA L'abolizione dell'art. 154 D.Lgs. 152/2006 limitatamente alle parole: “dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito” elimina la possibilità di lucrare sul bene comune acqua.
Per info: www.acquabenecomune.org
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Admin25 April 2010 09:09
FISH veneto - Federazione Italiana per il superamento dell'handicap
Comunicato stampa
La retta di frequenza per i Centri diurni destinati a persone con disabilità grave:
una scelta miope ed irrispettosa della Conferenza dei sindaci dell’ULSS 9 di Treviso
Il TAR veneto ha accolto il ricorso presentato da 50 famiglie di Treviso contro l’istituzione di una retta di frequenza a carico delle persone con disabilità che frequentano i Centri Diurni ed ha giudicato irragionevolmente insufficiente il livello di esenzione dalla retta, previsto in euro 7.592,04.
La Conferenza dei sindaci dei comuni del territorio dell’ULSS 9 ha deciso con insolita rapidità di dare seguito alla sentenza del TAR ed ha approvato un nuovo regolamento che aumenta in modo insignificante il livello ISEE di esenzione dalla retta, portato ora ad euro 9.490,00.
Un escamotage pensato e proposto al solo scopo di non ottemperare alla sentenza del TAR, deciso in modo frettoloso, senza aprire un confronto vero con i sindaci del territorio trovatisi praticamente di fronte ad una scelta preconfezionata, da prendere o lasciare.
Un tale atteggiamento è in primo luogo altamente irrispettoso verso il collegio giudicante del TAR e non fa onore alla Presidente della Conferenza, Ivana Scattolon, sindaco di Villorba.
I sindaci non vogliono ammettere di avere commesso un errore e invece di ricomporre il lacerante conflitto con le famiglie - che dura da oltre un anno - preferiscono ricorrere a nuove fragili invenzioni per motivare la richiesta di un inutile balzello.
Dovrà essere rivista la situazione delle famiglie solo per l’anno 2009: in base al nuovo livello di esenzione ISEE alcune dovrebbero essere rimborsate, altre dovrebbero pagare quanto richiesto (secondo le cifre rese note in Conferenza il 35 per cento delle famiglie verrebbe esentato dal versamento della retta anche per il 2009).
La retta per la frequenza dei Centri diurni a partire dal 2010 infatti non ci sarà più. La Conferenza dei Sindaci ha preso atto che la Regione veneto ha varato il 18-12-2009 la legge n 30 ( Fondo per la non autosufficienza). La legge, all’art 6 comma 3, recita: “ non è prevista alcuna compartecipa-zione alla spesa per le prestazioni a carattere semiresidenziale erogate presso i centri diurni a favore dei soggetti disabili”.
Che senso ha quindi chiedere di pagare la retta solo per il 2009 in base a questo nuovo assurdo livello lSEE? Perché continuare a chiedere soldi alle famiglie nonostante la sentenza del TAR e gli espliciti riferimenti in essa contenuti?
Ricordiamo, per fare un esempio, che per accedere all’assegno di cura (cioè per avere un contributo economico se si è persona non autosufficiente) non si deve superare la soglia ISEE di euro 15.444,83. I comuni del territorio dell’ULSS 9 dimenticando perfino il buon senso, hanno invece stabilito che per pagare la retta basta superare la soglia ISEE di 9.490,00 euro.
Come hanno già sentenziato i giudici del TAR, il livello ISEE di esenzione resta “irragionevolmente insufficiente”. C’è qualcuno pronto a sostenere, a parte la Conferenza dei sindaci dell’ULSS 9, che l’irragionevolezza può trasformarsi in ragionevolezza con 1897,96 euro in più di livello ISEE?
Come possono i Sindaci del nostro territorio chiedere alle famiglie di persone con disabilità grave, e con questi redditi, di pagare una retta che non viene applicata in nessun’altra ULSS del Veneto?
La nuova soglia per l’esenzione è doppiamente rivelatrice:
1) Se venisse ulteriormente innalzata, come logica e sentenza del TAR esigono, verrebbe automaticamente a cadere il balzello richiesto.
2) rende evidente, anche a chi non vuole vedere, che “la tassa sull’handicap” è stata richiesta a famiglie generalmente in condizioni economiche non floride, a causa della difficile situazione a cui devono far fronte, come la sentenza del TAR ampiamente sottolinea. Famiglie che per il loro basso indicatore economico sono perfino autorizzate dalla Regione e dagli stessi comuni a chiedere sostegni economici.
La conferenza dei sindaci stretta in una morsa (legge regionale e sentenza del TAR) che imponeva la soppressione della retta di frequenza ha escogitato questa nuova soglia di esenzione per non ammettere di avere agito superficialmente.
Un grande pasticcio, come onestamente ammette il sindaco di Maserada, Floriana Casellato. Se poi consideriamo il fatto che le entrate derivanti dalla retta sono assolutamente ininfluenti rispetto alla spesa per gli investimenti programmati, il pasticcio è ancora più evidente.
Meglio perseverare nell’errore ha proposto invece la Presidente Scattolon. Meglio continuare a considerare benestanti le famiglie che non lo sono; meglio non applicare le leggi dello Stato (legge 328/2000 e Dlgs 109/98 e 130/2000 solo per citarne alcune), meglio guerreggiare con le famiglie - che si sentono ancora una volta prese per i fondelli - piuttosto che ammettere che i servizi essenziali destinati alle persone con disabilità, come i centri diurni, non devono essere soggetti a compartecipazione alla spesa.
E’ così difficile prenderne atto ed esprimere alle famiglie una sincera gratitudine e solidarietà?
Sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie ricade un onere quotidiano pesantissimo che tutti gli attori sociali dovrebbero cercare di alleggerire con comportamenti all’altezza della gravità della situazione.
In questo caso invece la Conferenza dei Sindaci ha preferito girare la testa dall’altra parte. E’ un nuovo e grave errore perché l’incontestabile verità è che sono le persone con disabilità e i loro familiari ad essere a credito. Lo Stato ed i comuni sono loro debitori.
La FISH veneto convocherà nei prossimi giorni la direzione regionale per decidere le prossime azioni.
la presidenza FISH veneto
Ivano Platolino, Borigo Maddalena, Flavio Savoldi