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roberto16 July 2009 21:30

In questi giorni ci sono stati due avvenimenti che ci hanno fatto riflettere sulla mancanza di senso civico di alcuni cittadini di Mansuè.
Il primo, finito su tutti i giornali locali riguarda l'abbandono di un divano nei pressi dell'area ecologica, il secondo (di oggi un'articolo sul gazzettino) riguarda il deturpamento dell'aula didattica appena ricavata nel bosco retrostante lo stadio comunale e la frequentazione di questo parco da parte di individui poco raccomandabili.
Il degrado del paese è inevitabile? Talvolta piccoli gesti sono all'apparenza innocui, episodi minimi di inciviltà, di egoismo, di maleducazione. Se si tollerano certi gesti e certi comportamenti, se non ci si indigna e si protesta questi atti si moltiplicano, s'ingigantiscono.
I resti dello spuntino o della bevuta abbandonati per strada o al parco, i graffiti sui muri degli edifici pubblici, le sigarette gettate dalla macchina, la carta della caramella che il bambino getta per terra, i sacchetti di rifiuti abbandonati per terra vicino alle campane "vuote" (vi invito a guardare l'isola di raccolta di fronte al panificio ogni lunedì mattina), sono solo alcuni comportamenti oramai sopportati da molti cittadini.
Qualcosa deve cambiare e il cambiamento dipende dalle norme, dai controlli sull'applicazione delle norme, ma soprattutto dal senso civico e dalla collaborazione di tutti i cittadini.
Se insieme riusciamo a far sentire chi degrada uno stupido, un ingrato, uno "sfigato", la prossima volta ci penserà prima di far defecare il cane in strada, di lasciare al parco la lattina di birra, di permettere a suo figlio di gettare la busta delle patatine per terra....
L'esperienza di New York durante l'amministrazione di Rudolph Giuliani ha dimostrato che il maggior impegno nel perseguire illeciti minori ha portato a una riduzione delle più gravi tipologie di tipo criminale.
Ognuno deve trovare il suo modo di reagire a questi comportamenti, ciò che è importante è non desistere, non aver paura della reazione del maleducato, è lui che ha torto.
Un saluto,
Roberto T.